Una Svizzera aperta e responsabile

L'iniziativa dell'UDC viene presentata come una risposta semplice a problemi reali. Ma proprio qui sta il pericolo: i problemi sono reali, le risposte proposte sono sbagliate. In Ticino conosciamo bene le preoccupazioni legate all’economia di confine, alla mobilità quotidiana, alla pressione salariale e alla qualità dell’impiego. Sono temi concreti, che toccano ogni giorno la vita delle famiglie ticinesi, dei lavoratori e delle imprese. Non dobbiamo negarli. Dobbiamo affrontarli con serietà: più controlli, più formazione, più competitività, più tutela della concorrenza leale. Ma questa iniziativa non risolve questi problemi. Li usa. Sposta il dibattito dal terreno delle soluzioni al terreno della paura. E noi, come donne liberali radicali, dobbiamo avere il coraggio di dirlo chiaramente: la politica non può limitarsi ad agitare inquietudini. Deve costruire stabilità, creare opportunità, garantire sicurezza concreta e rafforzare la fiducia nel futuro.

 

Sono spesso le donne a vivere per prime gli effetti dell’insicurezza economica, della fragilità del lavoro e delle tensioni sociali: nella gestione della famiglia, nella conciliazione tra lavoro e vita privata, nella preoccupazione per il futuro dei figli. Ed è proprio per questo che sappiamo quanto servano serietà, equilibrio e responsabilità. Non slogan. L’iniziativa mette inoltre a rischio accordi fondamentali per la Svizzera, a cominciare da Schengen e Dublino. Per un Cantone di confine come il Ticino, perdere strumenti di cooperazione nella sicurezza, nello scambio di informazioni e nella gestione dell’asilo sarebbe un errore grave. Non sarebbe più sovranità: sarebbe meno capacità di proteggere concretamente il Paese. Anche sul piano economico il rischio è evidente. La Svizzera è forte perché è affidabile, stabile, aperta e inserita in relazioni internazionali solide. Rompere questi equilibri significherebbe creare incertezza per le imprese, per il lavoro e per la prosperità del nostro Cantone. Il Ticino non ha bisogno di slogan. Ha bisogno di politica seria. Ha bisogno di difendere il mercato del lavoro senza isolarsi dall’Europa. Ha bisogno di sicurezza, stabilità e riforme credibili.

Per questo, come Donne PLR e come liberali radicali, dobbiamo dire chiaramente no a questa iniziativa. Perché la Svizzera non si difende chiudendosi nella paura, ma restando forte, libera, credibile e capace di affrontare i problemi con responsabilità.

Mari Luz Besomi-Candolfi
presidente DLRT