Comunicati

«Dobbiamo dare un segnale». È una frase che sento spesso in questo periodo in relazione all’iniziativa del caos dell’UDC. E questo concetto mi trova scettica. Perché mi ricorda molto la votazione sulla 13ª AVS. Anche allora si diceva: ora bisogna «dare un segnale». Il finanziamento? A quanto pare, nessun problema. Chi faceva notare i costi miliardari, veniva bollato come allarmista. La campagna ha funzionato. La sinistra ha vinto. Il brusco risveglio è però seguito poco dopo. Da allora, il Consiglio federale e il Parlamento discutono di maggiori prelievi sui salari e di aumento delle imposte sul valore aggiunto. A pagare dovrebbero essere le famiglie, i lavoratori e le PMI. Un piano di finanziamento sostenibile manca ancora oggi.

 

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L'iniziativa dell'UDC viene presentata come una risposta semplice a problemi reali. Ma proprio qui sta il pericolo: i problemi sono reali, le risposte proposte sono sbagliate. In Ticino conosciamo bene le preoccupazioni legate all’economia di confine, alla mobilità quotidiana, alla pressione salariale e alla qualità dell’impiego. Sono temi concreti, che toccano ogni giorno la vita delle famiglie ticinesi, dei lavoratori e delle imprese. Non dobbiamo negarli. Dobbiamo affrontarli con serietà: più controlli, più formazione, più competitività, più tutela della concorrenza leale. Ma questa iniziativa non risolve questi problemi. Li usa. Sposta il dibattito dal terreno delle soluzioni al terreno della paura. E noi, come donne liberali radicali, dobbiamo avere il coraggio di dirlo chiaramente: la politica non può limitarsi ad agitare inquietudini. Deve costruire stabilità, creare opportunità, garantire sicurezza concreta e rafforzare la fiducia nel futuro.

 

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Da venerdì 1° maggio sarà operativo il numero nazionale 142. Atteso da tempo, è un pilastro importante nella lotta alla violenza domestica e sessuale. Offrirà alle vittime e ai loro familiari un accesso rapido ai servizi di assistenza, dispensando consigli 24 ore su 24.

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Si sono riunite lo scorso 11 aprile a Zurigo ed erano più di 100 per l’assemblea annuale delle Donne liberali radicali svizzere. Un incontro che ha messo in luce il successo popolare lo scorso 8 marzo della votazione sull’imposizione individuale e che ha visto la partecipazione di numerose ospiti d’onore, come la co-presidente ed ex presidente delle DLRS la consigliera nazionale Susanne Vincenz-Stauffacher, e la consigliera di Stato del Canton Zurigo Carmen Walker Späh, anch’essa ex presidente del movimento.

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Nel 2025 abbiamo celebrato i 45 anni delle Donne liberali radicali ticinesi. Un traguardo importante, che ci ha ricordato il percorso fatto e il contributo dato dalle donne al nostro Partito e alla vita politica cantonale e comunale. Ma la politica non è solo memoria. È direzione. Come presidente sento con forza il desiderio – e la responsabilità – di rendere la nostra associazione più autorevole perché non dobbiamo limitarci ad essere, dobbiamo incidere ed essere ascoltate.  

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Care amiche,

l’esito del risultato ottenuto dall’imposizione individuale alle urne è la prova di ciò che le Donne liberali radicali possono ottenere lavorando assieme. L’8 marzo il popolo svizzero ha dato una risposta significativa che sarà al centro dei lavori assembleari delle DLR Svizzere: l’appuntamento è per sabato 11 aprile a Zurigo. Essere numerose sarebbe un bel segnale di partecipazione e di condivisione per il successo conquistato dalle Donne del PLR.

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L’8 marzo è stata una giornata storica per l’autonomia e l’indipendenza economica delle Donne svizzere. La riforma fiscale adottata dal popolo svizzero, che nasce dall’iniziativa delle Donne liberali radicali, rappresenta una risposta necessaria e urgente: elimina la penalizzazione del matrimonio ritenuta ingiusta dal Tribunale federale già nel 1984, riconosce e garantisce che ogni persona sia trattata in modo equo, indipendentemente dallo stato civile, risponde alla realtà sociale con un fiscalità moderna.

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La Giornata internazionale della donna ha regalato alle donne svizzere una decisione storica: il si all'imposizione individuale. La riforma approvata dal popolo svizzero abolisce finalmente la penalizzazione fiscale del matrimonio. Un successo conquistato grazie all'iniziativa delle Donne liberali radicali svizzere che porta la Svizzera a compiere un passo importante verso un sistema fiscale moderno ed equo.

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Care Donne Liberali Radicali Ticinesi,

Siete state tra le prime a riconoscere il pericolo rappresentato dall’iniziativa «200 franchi bastano!». Conoscete il valore che la nostra radiotelevisione pubblica ha avuto anche e proprio per la formazione e l’emancipazione femminile: negli anni la RSI ha contribuito all’indipendenza di giudizio, al riconoscimento del ruolo delle donne e ha permesso di far sentire voci diverse. Avete visto lontano, e oggi il vostro sguardo è più necessario che mai.

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Da oltre quarant’anni le donne del PLR, il PLR stesso, insieme a molte associazioni e personalità di diversi partiti politici, si battono contro la penalizzazione del matrimonio e per un sistema fiscale più equo. Non è un caso che l’iniziativa per un’imposizione individuale sia stata presentata l’8 marzo 2021, nella Giornata internazionale dei diritti della donna. Un segnale chiaro: non parliamo solo di una questione tecnica, ma un passo concreto verso la parità.

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