Comunicati

Le Donne liberali radicali sono con Alessandra Gianella che sabato 13 novembre ha iniziato ufficialmente l’avventura verso il Consiglio di Stato. Candidata competente, dai solidi valori, interpreta i bisogni e le aspettative di un Ticino che ragiona, aperto, visibile e innovativo. A Massagno, davanti al comitato cantonale, ha assicurato di impegnarsi al massimo e di continuare “a lavorare con tutta me stessa, come faccio sempre nei progetti in cui credo, per un Ticino in cui imparare, lavorare e vivere”.

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La definizione attuale di stupro in Svizzera è problematica e non soddisfa i requisiti della Convenzione di Istanbul: ad affermarlo è il gruppo di esperte ed esperti indipendenti del Consiglio d’Europa (GREVIO) che riconosce i miglioramenti apportati dalla revisione del codice penale in materia di reati, ritenendo però che la soluzione "No vuol dire No", sostenuta dal Consiglio degli Stati a giugno, sia inadeguata. Nella sessione invernale, che inizierà lunedì 27 novembre, il Consiglio nazionale ha l’opportunità di schierarsi a favore della soluzione del consenso.

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Quando qualche mese fa il partito mi ha chiesto di seguire la campagna "Solo sì significa sì" (che chiede la revisione del Codice penale in ambito di reati sessuali), non immaginavo che un cambiamento del Codice penale, che personalmente reputo improrogabile e opportuno, trovasse tanta resistenza in Svizzera. Chiedere che per ogni rapporto sessuale vi sia il consenso da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’atto è l'unica forma che garantisce una reale autodeterminazione sessuale delle persone.

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La violenza economica è un aspetto spesso trascurato della violenza domestica, un problema subdolo e difficilmente percepibile: gli abusi finanziari possono infatti assumere forme diverse nel sistema perverso della coercizione fra conviventi legati da una relazione tossica ove per “tossica” si intende qualsiasi legame tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c'è conflitto e uno cerca di minare l'altro, dove c'è competizione, dove c'è mancanza di rispetto e di coesione, dove il denaro è una componente di controllo e dominazione.

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Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite, e nel contempo si dà inizio alla campagna mondiale “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che si concluderà il 10 dicembre, in corrispondenza con la Giornata internazionale dei diritti umani, una scelta di data che evidenzia e sottolinea quanto la violenza di genere costituisca una vera e propria violazione dei diritti umani e quanto continui ad essere una sfida prioritaria

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L’attività politica può essere un luogo di cambiamento della vita, a partire da sé e nelle relazioni che intessiamo quale viatico dei nostri valori nella società. Il fatto che la partecipazione all’attività politica istituzionale non sia un desiderio di tutte, non implica che sia una questione solo di alcune: ogni donna portatrice di ideali propri del liberalismo può sentirsi attrice della vita del partito. L’equa partecipazione di donne e uomini all’attività politica è una condizione importante per avere una democrazia e un buon governo efficaci.

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Famiglia, lavoro, politica? È già difficile conciliare i primi due. Eppure, molte donne riescono a barcamenarsi tra lavoro, famiglia e figli, e nello stesso tempo impegnarsi in prima fila nelle istituzioni e nei partiti politici. È un po’ quello che ho fatto io e sono felice di esserci riuscita! È un valore aggiunto che spesso si traduce in un miglior contributo allo sviluppo di legislazioni più attente proprio alla condizione di donne, bambini e famiglie. Benché in questi ultimi anni sia migliorata, la sottorappresentazione femminile è un dato di fatto anche nel nostro Parlamento ma proprio per questo bisogna ribadire giorno per giorno la nostra disponibilità a partecipare con pari opportunità alle elezioni che il Paese ci offre. E crederci, crederci fino in fondo.

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Alessandra Gianella è stata eletta sabato all’unanimità alla vicepresidenza del PLR svizzero. L’elezione della capogruppo in Gran Consiglio porta a due le donne in seno alla dirigenza nazionale, l’altro volto è quello della consigliera agli Stati Johanna Gapany, e assicura inoltre la rappresentanza della Svizzera italiana.

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La Commissione degli affari giuridici del Nazionale appoggia l'introduzione del consenso – Solo sì significa sì" – nel Codice penale in materia di reati sessuali.

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8 settembre, Berna. Le Donne liberali radicali, assieme a colleghi di partito, rappresentati di associazioni economiche, organizzazioni femminili e di altri partiti, hanno consegnato le 112’679 firme che avvalorano la riuscita dell’iniziativa sull’imposizione individuale. Un piccolo passo è stato compiuto per garantire pari opportunità alle donne anche in ambito fiscale: l’abolizione della cosiddetta penalizzazione del matrimonio sarà finalmente portata davanti al parlamento, e speriamo presto anche davanti al popolo svizzero.

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