Più giustizia per chi ha subito violenza

Inasprire le pene in materia di pedofilia, violenza sessuale e domestica: è quanto chiere un'iniziativa cantonale firmata da Roberta Passardi, e sottoscritta da più di una quarantina di granconsigliere e granconsiglieri dei diversi schieramenti politici presenti in parlamento; firme che sottolineano l'urgente necessità di allineare le normative penali alla gravità di questi realti e di rafforzare il deterrente legato alla commissione di tali crimini. L’iniziativa come rileva Roberta Passardi nasce «da un’esigenza semplice e fondamentale: più giustizia, più sicurezza e più rispetto per chi ha subito violenza».

L'iniziativa cantonale propone di aumentare le condanne detentive per tre specifici articoli del Codice penale: l'articolo 187 che riguarda gli atti sessuali con fanciulli, l'articolo 189 che tratta la coazione sessuale, e l'articolo 190 che punisce la violenza carnale. Ad essere chiesto è pure un miglioramento delle sanzioni per le violenze domestiche. Ma perché inasprire le pene? Lo abbiamo chiesto alla granconsigliera PLR; prima firmataria.

Roberta Passardi: «Ho promosso questa iniziativa perché ritengo che le pene inflitte oggi previste per gravi reati contro l'integrità sessuale e personale siano ancora insufficienti. Mi riferisco in particolare agli atti sessuali con fanciulli, alla coazione sessuale, alla violenza carnale e alla pornografia con minorenni, nonché ai reati commessi nel contesto della violenza domestica. Reati così gravi distruggono vite, colpiscono i più vulnerabili e lasciano ferite profonde nelle vittime e nelle loro famiglie. La revisione del diritto penale del 2024 è stata un passo avanti, ma non basta. Serve una risposta più ferma, proporzionata alla gravità dei fatti. Chi commette simili crimini deve sapere che la società non li tollera e che la giustizia reagisce con decisione. Inasprire le pene significa proteggere meglio le vittime, prevenire nuovi abusi e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Questa iniziativa nasce quindi da un’esigenza semplice e fondamentale: più giustizia, più sicurezza e più rispetto per chi ha subito violenza».

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