Sì a un sistema fiscale più equo

Da oltre quarant’anni le donne del PLR, il PLR stesso, insieme a molte associazioni e personalità di diversi partiti politici, si battono contro la penalizzazione del matrimonio e per un sistema fiscale più equo. Non è un caso che l’iniziativa per un’imposizione individuale sia stata presentata l’8 marzo 2021, nella Giornata internazionale dei diritti della donna. Un segnale chiaro: non parliamo solo di una questione tecnica, ma un passo concreto verso la parità.

Dopo anni di discussioni senza risultati, l’8 settembre 2022 è stata depositata l’iniziativa con oltre 112’000 firme. E oggi siamo più vicini che mai all’obiettivo: lo scorso giugno il Parlamento federale ha approvato l’introduzione dell’imposizione individuale. Dieci Cantoni hanno però chiesto il referendum contro la legge federale, ritenendo che comporti un cambiamento fondamentale nel sistema di imposizione. Per questo motivo saremo chiamati a votare il prossimo 8 marzo 2026, una data fortemente simbolica. Si tratta dei Cantoni di Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, San Gallo, Argovia, Turgovia, Vallese. Anche in Ticino Centro, UDC e alcuni esponenti della Lega hanno tentato la via del referendum, ma siamo riusciti a respingerlo in Gran Consiglio, seppur con un voto molto combattuto.

Ma perché questa riforma è necessaria?
Oggi il sistema fiscale svizzero lega le imposte allo stato civile, creando la cosiddetta «penalizzazione del matrimonio». Due coppie con lo stesso reddito complessivo pagano imposte diverse, a seconda che siano sposate o conviventi. Non è giusto, non è trasparente e non rispecchia più la società di oggi. Già nel 1984 il Tribunale federale  aveva giudicato incostituzionale questa penalizzazione. Nei Cantoni si è intervenuti, ma a livello federale manca ancora una soluzione complessiva. La Svizzera ha uno dei tassi di attività professionale più alti d’Europa – il 68% nel 2023 (dato dell'Ufficio federale di statistica). Allo stesso tempo, però, la quota di lavoro a tempo parziale, soprattutto tra le donne, è anormalmente elevata. Non sempre per libera scelta: anche il sistema fiscale scoraggia il secondo reddito, che nella maggior parte dei casi è quello femminile.  Aumentare il grado di lavoro porta spesso la coppia a un’aliquota più alta, riducendo drasticamente il guadagno aggiuntivo. Il risultato è un freno alle carriere, meno opportunità e pensioni più basse in futuro.
L’imposizione individuale cambia il paradigma: ognuno viene tassato in base al proprio reddito, indipendentemente dallo stato civile. Lo Stato smette così di influenzare scelte personali come il matrimonio o la convivenza e le tratta finalmente allo stesso modo.

I vantaggi dell’imposizione individuale
L’OCSE raccomanda da anni alla Svizzera di adottare l’imposizione individuale. È una misura che rafforza l’autonomia economica, in particolare delle donne, e garantisce una previdenza più solida. Ma non si tratta solo di parità di genere. Più persone al lavoro significa più contributi ad AVS, AI e LPP, e più forza lavoro qualificata in un Paese che soffre di carenza di personale. Valorizzare il potenziale interno ci permette anche di ridurre la dipendenza dall’immigrazione, soprattutto in un momento in cui i baby boomer vanno in pensione. Un sistema in cui ognuno paga le imposte sul proprio reddito è inoltre più chiaro, più trasparente e più moderno. Tiene conto di tutti i modelli di vita e li tratta allo stesso modo. Questa riforma è quindi una vera scelta di società: è libertà, è parità, è dignità. Ognuno deve poter scegliere liberamente come organizzare la propria vita, senza penalizzazioni fiscali.

A proposito di costi e benefici
È vero: il passaggio all’imposizione individuale comporterà una fase di transizione e un certo lavoro iniziale. Questo vale per qualsiasi riforma. Ma i benefici superano di gran lunga i costi. Con la digitalizzazione, molte procedure fiscali sono già oggi semplificate e lo saranno sempre di più. A medio termine, il sistema diventerà persino più lineare e meno oneroso per le amministrazioni. I numeri parlano chiaro:

  • il 50% dei contribuenti pagherà meno imposte
  • per il 36% non cambierà nulla
  • solo il 14% subirà un leggero aumento, principalmente coppie sposate con un reddito molto elevato.

È vero che inizialmente si stima una riduzione delle entrate fiscali di circa 600 milioni di franchi. Questa lacuna a tendere sarà colmata grazie all’aumento dell’attività lavorativa. Anche le assicurazioni sociali ne beneficeranno.
A chi parla di «mostro burocratico», ricordo una cosa semplice: nessuno nasce sposato. All’inizio siamo tutti tassati individualmente, poi con il matrimonio passiamo alla tassazione congiunta, e spesso – con separazioni o divorzi – torniamo a quella individuale. Rendere questo sistema coerente per tutta la vita è semplicemente logico. La consigliera federale Karin Keller-Sutter nella conferenza stampa l’ha spiegato bene. Inizialmente tutti siamo tassati indivudalmente, poi una volta sposati passiamo alla tassazione congiunta. Oggi in Svizzera circa il 40% divorzia, di conseguenza bisogna nuovamente passare a una tassazione individuale. Inoltre, una critica analoga era già stata sollevata in occasione del passaggio dalla tassazione biennale a quella annuale.

Conclusione
L’imposizione individuale è una riforma di giustizia e di modernità. Supera un sistema fiscale che appartiene al passato e porta benefici all’economia, alla previdenza sociale e alla parità. Per questo vi invitiamo a sostenere l’imposizione individuale e a fare entrare la Svizzera nel XXI secolo con una fiscalità più equa, semplice e al passo con i tempi.

Alessandra Gianella
granconsigliera PLR