La sua determinazione veniva da lontano. Giovanissima fu tra le pioniere che ebbero il coraggio di entrare in spazi allora quasi esclusivamente maschili, contribuendo alla nascita del calcio femminile ticinese. Un modo di essere che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita.
Forse il suo destino era già scritto nel suo nome, Mari Luz, Maria Luce. Una luce che ha portato nella vita di tante persone. Grazie Mari Luz per quello che hai fatto per tutte noi. Cercheremo di custodire quella luce, continuando sulle strade che hai contribuito ad aprire e portando avanti i valori per i quali ti sei sempre battuta.
Personalmente conservo un ricordo che, più di tanti altri, racconta chi fosse Mari Luz. Quando, anni fa, rimasi esclusa da una lista elettorale, ci conoscevamo ancora poco. Eppure fu una delle prime persone a chiamarmi e a invitarmi a bere un caffè, semplicemente per sapere come stavo. Un gesto che non ho mai dimenticato, perché Mari Luz era così: si accorgeva delle persone, anche nei momenti in cui era più facile guardare altrove, e si prendeva cura di loro con la stessa attenzione, indipendentemente dal ruolo, dalla posizione o dall’importanza. È questa sua umanità, autentica e discreta, che conserverò con particolare affetto.
Simona Genini
granconsigliera PLR