Una presidente che ha dato voce alle Donne liberali radicali

Con incredulità e profondo dispiacere, ricordiamo oggi la cara Mari Luz. Una donna che ha dedicato una parte importante della sua vita agli altri, mettendo tempo ed energie a disposizione della comunità. Una sensibilità rara, che ha espresso nella sua professione di infermiera psichiatrica e anche nell’impegno politico e associativo. Come donne abbiamo condiviso con lei la convinzione che ognuna di noi debba poter scegliere liberamente il proprio percorso e trovare il proprio posto nella società. Da Presidente delle Donne liberali radicali ticinesi, Mari Luz ha dato voce a questi valori, impegnandosi per l’autonomia e l’indipendenza economica delle donne, spendendosi a favore dell’imposizione individuale e per una migliore conciliabilità tra lavoro e famiglia.

La sua determinazione veniva da lontano. Giovanissima fu tra le pioniere che ebbero il coraggio di entrare in spazi allora quasi esclusivamente maschili, contribuendo alla nascita del calcio femminile ticinese. Un modo di essere che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita.

Forse il suo destino era già scritto nel suo nome, Mari Luz, Maria Luce. Una luce che ha portato nella vita di tante persone. Grazie Mari Luz per quello che hai fatto per tutte noi. Cercheremo di custodire quella luce, continuando sulle strade che hai contribuito ad aprire e portando avanti i valori per i quali ti sei sempre battuta.

Personalmente conservo un ricordo che, più di tanti altri, racconta chi fosse Mari Luz. Quando, anni fa, rimasi esclusa da una lista elettorale, ci conoscevamo ancora poco. Eppure fu una delle prime persone a chiamarmi e a invitarmi a bere un caffè, semplicemente per sapere come stavo. Un gesto che non ho mai dimenticato, perché Mari Luz era così: si accorgeva delle persone, anche nei momenti in cui era più facile guardare altrove, e si prendeva cura di loro con la stessa attenzione, indipendentemente dal ruolo, dalla posizione o dall’importanza. È questa sua umanità, autentica e discreta, che conserverò con particolare affetto.

Simona Genini
granconsigliera PLR