Senza libertà di scelta non può esistere uguaglianza di genere, e proprio la mancanza di un reddito autonomo limita la libertà di scelta in una donna. La società sta evolvendo e la cultura verso la parità si fa concreta a più livelli ma il divario tra uomo e donna si interconnette ancora in molti aspetti dell’esperienza femminile.
Sebbene l’uguaglianza tra donna e uomo stia facendo progressi in Svizzera, già all’ingresso nel mondo del lavoro, le giovani donne guadagnano meno dei giovani uomini e si sobbarcano da subito un carico maggiore di lavoro di cura non retribuito. I ruoli di genere stereotipati favoriscono queste disparità. Per raggiungere l’uguaglianza di fatto, occorrono pertanto misure nel settore della formazione. La Commissione federale per le questioni femminili (CFQF) formula, sulla base di uno studio, una serie di raccomandazioni per la scuola, la scelta della professione, la formazione professionale e la formazione continua rivolte a Confederazione, Cantoni ed economia.
Le Donne liberali radicali sono con Natalia Ferrara, Alessandra Gianella e Giovanna Viscardi che sabato 18 giugno hanno iniziato ufficialmente l’avventura verso Berna.
Permettetemi di presentarmi meglio dal punto di vista personale e politico. Sono nata e cresciuta a Gambarogno, che ho lasciato solo per conseguire prima il bachelor e poi il master in diritto ed economia all'Università di Lucerna. Sono sempre stata, fin da piccola, una persona che ama confrontarsi con gli altri, ascoltare nuove idee e discutere su quale possa essere l'idea o soluzione migliore, o come spesso accade anche in politica, quando non c'è solo una sola soluzione possibile, trovare un compromesso, creando dalla combinazione di varie idee una nuova soluzione.
Quando cerchiamo di spiegare a uno straniero il nostro sistema di Governo, ci concentriamo giustamente su ciò che ci distingue dal resto del mondo. Parliamo di federalismo e decentralizzazione dei poteri, oppure della democrazia diretta e dei suoi strumenti – o magari ricordiamo il DNA fortemente liberale delle istituzioni svizzere, che frena la crescita della burocrazia.
Dopo la prima uscita in fascicolo cartaceo nel 2014, la seconda nel 2018 e i successivi aggiornamenti annuali delle figure, «Le Cifre della parità» possono contare ora su un nuovo formato di diffusione, che rende i contenuti – aggiornati – consultabili attraverso una pratica pagina online. Grazie ad aggiornamenti annuali, la nuova pagina online permette di monitorare l’andamento delle (dis)parità fra i generi per diverse aree tematiche, dalla formazione, al mondo del lavoro, alle condizioni sociali, fino alla politica.
Sfruttare il 14 giugno non per scioperare ma per richiamare l'attenzione sugli obiettivi ancora da raggiungere nella parità tra uomini e donne: la questione delle pari opportunità non riguarda soltanto i partiti di sinistra e i sindacati bensì tutti! Insistere con lo strumento dello sciopero, approccio ormai superato, porta a un divario di genere che pone le donne come vittime assolute della nostra società, una logica che le donne liberali radicali rifiutano.
Nel 2023 i modelli familiari in cui entrambi i genitori lavorano a tempo pieno o a percentuali elevate non sono più un'eccezione, bensì tendono a diventare la norma. L'offerta di strutture per l'accudimento dei figli tende però a basarsi ancora su vecchi modelli familiari. La consigliera comunale Céline Antonini ha presentato un'interrogazione in cui si chiede al Municipio di cambiare paradigma, rendendo più facile la conciliabilità lavoro-famiglia. Perché in un Comune come Lugano non esiste un'offerta di orario prolungato per la scuola dell'infanzia e il doposcuola per la scuola elementare in tutti i quartieri? Le rette fortemente progressive per i servizi extrascolastici non tendono a disincentivare il lavoro di entrambi i genitori? Il Municipio non troverebbe opportuno effettuare un sondaggio presso le famiglie per capire meglio le loro necessità?
Le elezioni cantonali non hanno premiato di certo le donne malgrado ci si aspettasse un esito migliore, visto il numero di candidate. Il prossimo 2 maggio saranno in 29, due in meno rispetto alla passata legislatura, a dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi. E nemmeno ha premiato le donne PLR, il cui numero è sceso da 8 a 6. Ad Alessandra Gianella, riconfermata capogruppo, Natalia Ferrara, Simona Genini, Cristina Maderni, Roberta Passardi, Diana Tenconi auguriamo una legislatura ricca di soddisfazioni e di impegno a favore di politiche che riconoscono l’autorevolezza femminile.
È stata la prima donna a far parte del Consiglio federale, eletta al primo turno nel 1984. Elisabeth Kopp è stata una pioniera dei diritti e delle questioni femminili, un grande modello per noi Donne liberali radicali ma anche per tutte le donne svizzere.