Comunicati

Il 2023 è un anno elettorale con le Cantonali di aprile e le Federali di ottobre. Il congresso del PLR ha aperto ufficialmente la campagna elettorale in Ticino e la cosa che desideriamo come Donne liberali radicali è di vedere le nostre candidate elette: l’Ufficio presidenziale scende in campo al loro fianco, promuovendo incontri ed eventi con l’obiettivo di sostenerle al massimo!

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I livelli di inquinamento atmosferico nelle nostre città continuano a essere critici e a causare malattie e morti precoci. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi il 99% della popolazione mondiale respira un'aria altamente inquinata. Sempre più persone soffrono di cancro ai polmoni, polmonite o problemi cardiaci relazionati all'inquinamento atmosferico. I livelli di polveri sottili e inquinanti presenti nell'aria sono altamente superiori alle raccomandazioni dell'OMS e questo causa la morte di circa tredici persone al minuto.

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L’offerta formativa della campagna “Helvetia chiama! Ticino” è entrata nel vivo con il primo dei tre incontri riservati alle candidate di tutti i partiti, che si è svolto in modalità online. Le partecipanti hanno avuto un interessante confronto con la relatrice Maria Luisa Bernini (membra dell’Ufficio presidenziale delle DLRT) su questioni “tecniche e organizzative” ma anche su temi quali conciliabilità politica-famiglia, sicurezza e legittimità, autostima, eccetera.

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Sono 90 e sono in corsa per il Gran Consiglio: il PLR è pronto per la sfida delle Cantonali 2023 con l’obiettivo di rendere più forte la voce liberale radicale in parlamento, attualmente il gruppo è di 23 membri. Prossimo passo sarà la discussione sul programma di legislatura, tema del congresso cantonale in agenda domenica 15 gennaio a Lugano. 24 le donne in lista, candidate certamente qualificata ma il cui numero evidenzia come un equilibrio tra donne e uomini sia ancora lontano: come DLRT ci aspettavamo una rappresentanza femminile più effettiva. L’Ufficio presidenziale non mancherà di supportare le candidate nella conduzione di una campagna elettorale capace di dare al maggior numero di donne la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica e di essere una componente fondamentale del Gran Consiglio; e si impegnerà affinché il partito e i suoi vertici focalizzino l’attenzione sulle barriere che scoraggiano le donne dal competere nelle elezioni. Ecco i nomi delle 24 candidate.

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La cena di Natale delle Donne liberali radicali di Cadenazzo è una tradizione che si tramanda dal 1971 in onore delle prime donne PLR elette in Gran Consiglio, donne che si sono battute per dare a noi tutte il diritto di voto e di eleggibilità; donne alle quali ispirarsi per arrivare a quell’effetto positivo che ci permetterà di aumentare la rappresentanza femminile nei parlamenti, nei governi e nella politica locale alle elezioni del 2023 e del 2024. 

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La campagna interpartitica volta a promuovere un maggiore equilibrio di genere in politica in vista delle Cantonali del 2 aprile 2023, lancia un’offerta formativa gratuita per le candidate con due incontri online e un incontro in presenza: la proposta permetterà alle partecipanti di prepararsi alla campagna elettorale e sentirsi maggiormente pronte ad affrontare le diverse sfide che una carica politica comporta.

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Le Donne liberali radicali sono con Alessandra Gianella che sabato 13 novembre ha iniziato ufficialmente l’avventura verso il Consiglio di Stato. Candidata competente, dai solidi valori, interpreta i bisogni e le aspettative di un Ticino che ragiona, aperto, visibile e innovativo. A Massagno, davanti al comitato cantonale, ha assicurato di impegnarsi al massimo e di continuare “a lavorare con tutta me stessa, come faccio sempre nei progetti in cui credo, per un Ticino in cui imparare, lavorare e vivere”. 

www.alessandragianella.ch

 

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La definizione attuale di stupro in Svizzera è problematica e non soddisfa i requisiti della Convenzione di Istanbul: ad affermarlo è il gruppo di esperte ed esperti indipendenti del Consiglio d’Europa (GREVIO) che riconosce i miglioramenti apportati dalla revisione del codice penale in materia di reati, ritenendo però che la soluzione "No vuol dire No", sostenuta dal Consiglio degli Stati a giugno, sia inadeguata. Nella sessione invernale, che inizierà lunedì 27 novembre, il Consiglio nazionale ha l’opportunità di schierarsi a favore della soluzione del consenso.

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Quando qualche mese fa il partito mi ha chiesto di seguire la campagna "Solo sì significa sì" (che chiede la revisione del Codice penale in ambito di reati sessuali), non immaginavo che un cambiamento del Codice penale, che personalmente reputo improrogabile e opportuno, trovasse tanta resistenza in Svizzera. Chiedere che per ogni rapporto sessuale vi sia il consenso da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’atto è l'unica forma che garantisce una reale autodeterminazione sessuale delle persone.

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La violenza economica è un aspetto spesso trascurato della violenza domestica, un problema subdolo e difficilmente percepibile: gli abusi finanziari possono infatti assumere forme diverse nel sistema perverso della coercizione fra conviventi legati da una relazione tossica ove per “tossica” si intende qualsiasi legame tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c'è conflitto e uno cerca di minare l'altro, dove c'è competizione, dove c'è mancanza di rispetto e di coesione, dove il denaro è una componente di controllo e dominazione.

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