È con emozione che vi raggiungo mediante questo mio scritto in una giornata di grande festa: celebrare quarantacinque anni del Movimento Donne liberali ticinesi significa onorare un cammino e rilanciare una visione. Quando una donna fu eletta per la prima volta alla guida di una Città ticinese, si aprì un orizzonte nuovo.
Oggi festeggiamo i 45 anni delle Donne del PLR Ticino, movimento fondate nel 1980, nove anni dopo l'introduzione del diritto di voto alle donne. Il diritto delle donne di votare ed essere votate è stato allora una grande pietra miliare simile all'introduzione del nuovo diritto matrimoniale nel 1988 e, si spera, anche all'introduzione dell'imposizione individuale. C'è ancora molto da fare per le donne.
Ci sono battaglie che non finiscono mai davvero. Ci sono sogni che non smettono di camminare, di generazione in generazione. E ci sono donne, alcune sono qui oggi con noi, che ci hanno preceduto e hanno avuto il coraggio di credere che tutto questo fosse possibile. Quando penso ai 45 anni delle Donne liberali radicali ticinesi, non penso a un numero. Penso a volti, a mani che hanno lavorato senza sosta, a voci che si sono alzate anche quando sarebbe stato più facile restare in silenzio. Penso alle “prime”, a quelle che hanno avuto la forza di non arrendersi, e che hanno aperto strade dove prima c’erano solo muri. E oggi, quelle strade sono lì. Ma lo sappiamo: non sono ancora abbastanza larghe, né abbastanza sicure. Ci sono ancora troppe donne che rinunciano, che rallentano, che si sentono dire “non è il momento giusto”. Troppe che pagano un prezzo invisibile per ogni passo avanti.
Celebrare un anniversario per riconoscere 45 anni di impegno nella partecipazione attiva delle Donne liberali radicali alla vita politica e sociale, per sottolineare l’importanza dell’agire femminile che porta a risultati concreti come l'imposizione individuale, per rafforzare il loro ruolo «Con il partito, per il paese». Ieri come oggi le DLRT si riconoscono in questo slogan coniato proprio per sottolineare la nascita del movimento femminile cantonale del PLR, un'entità unica promossa dall’Unione sottocenerina Donne liberali radicali. Il 19 aprile 1980 a Bellinzona si tenne l’assemblea costitutiva che nominò alla presidenza Margherita Scala-Maderni. Il risultato di un processo storico e politico per dare voce alle donne all'interno del partito, per rafforzarne la presenza nel dibattito pubblico e nelle funzioni politiche.
Le Donne del PLR esprimono soddisfazione per il voto del Gran Consiglio che martedì 16 settembre ha bocciato la domanda depositata da Centro, UDC e Lega per indurre il Canton Ticino ad aderire al referendum dei Cantoni contro un’imposizione fiscale equa, legge approvata a giugno dalle Camere federali.
Per oltre quarant’anni, IL PLRT insieme ad altri partiti, associazioni e cittadini hanno denunciato la penalizzazione del matrimonio. Già nel 1984 il Tribunale federale aveva dichiarato incostituzionale questo trattamento ingiusto, ma ancora oggi una coppia sposata può pagare più imposte rispetto a una coppia convivente con lo stesso reddito. Non è giusto, non è trasparente e non rispecchia la società moderna. L’imposizione individuale cambia questo paradigma: ognuno è tassato in base al proprio reddito, indipendentemente dallo stato civile. In questo modo lo Stato smette di condizionare scelte intime come il matrimonio o la convivenza e comincia finalmente a rispettarle senza creare distinzioni.
Lo scorso 20 giugno il Parlamento federale ha approvato la Legge federale sull’imposizione individuale. È ferma opinione del PLR che la Legge in oggetto costituisca un passo importante per la Svizzera. Il passo è importante perché pone fine alla pratica della tassazione congiunta e promuove tre importanti valori che vanno sostenuti e difesi con forza:
La parità fra i coniugi all’interno della famiglia, come peraltro è sancito dal diritto matrimoniale;
l’equità fiscale, che impone uguale trattamento delle coppie indipendentemente dallo stato civile;
la lotta al disincentivo al lavoro femminile e al freno all’autonomia finanziaria delle donne, fenomeni anacronistici oltre che controproducenti per i loro effetti sulla società e sull’economia.
Care amiche, cari amici ci sono gesti semplici che hanno la forza di diventare memoria collettiva.
Immaginate una sala di cinema: 273 poltrone, ognuna con il nome di una donna che ha lasciato un segno. Donne che hanno aperto strade, conquistato importanti traguardi nella politica e nella società civile, testimoniando con coraggio gli ideali e i valori liberali radicali. Donne conosciute o dimenticate, figure pubbliche o presenze private, ma tutte accomunate dallo stesso filo: il coraggio, la visione e l’impegno. «Dedica una poltrona» vuole essere un gesto di riconoscimento a queste donne, un’azione commemorativa per ricordare quanto la loro forza continui a ispirarci. Un gesto che diventa anche una promessa: tutto ciò che celebriamo oggi potrà dare forza e sostegno alle donne del presente e del futuro.
Ogni volta che leggiamo sentenze con pene ridicole per reati sessuali, l’indignazione diventa rabbia. Non è questione di essere «all’antica»: è questione di giustizia, di dignità, di sicurezza. Chi abusa, in qualunque forma, compie un atto violento. Non esistono carezze «innocenti» o sfioramenti “malintesi»: ogni violazione lascia una ferita che non guarisce mai. Nessuna pena potrà restituire ciò che è stato rubato – fiducia, serenità, libertà –, ma può dare un segnale chiaro: la violenza non è tollerata. Ridurre le condanne per un «pentimento» di facciata significa dire alle vittime che la loro sofferenza vale meno di qualche parola.
A giugno le Camere federali hanno approvato l'introduzione dell'imposizione individuale dei coniugi, una riforma fortemente voluta dalle Donne del PLR che non si limita ad abolire la penalizzazione del matrimonio ma che orienta il sistema fiscale svizzero all'uguaglianza e a un modello sociale più contemporaneo. L'imposta individuale – attesa da tempo – tiene conto del fatto che entrambi i partner sono persone fisiche e lavoratori autonomi, e ognuno vuole e deve contribuire con la propria quota al funzionamento del Paese. Incentiva inoltre le donne, che mediamente guadagnano meno, a incrementare l'attività lavorativa e a ottenere così una maggiore indipendenza finanziaria. Consolidare un modello familiare superato, basato su un unico reddito, è l’obiettivo del referendum lanciato da Centro e UDC ma anche della domanda depositata da Centro, UDC e Lega per indurre il Canton Ticino ad aderire al referendum dei Cantoni. Le Donne del PLR si rivolgono ai Gran Consiglio con l’invito esplicito a garantire nella seduta di settembre un’imposizione fiscale equa e pertanto a non aderire alla richiesta.